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Risposta alle notizie apparse sul Secolo XIX

Sentenza Consiglio di Stato n. 1148/2010 sul prelievo di selezione del Capriolo

L’Amministrazione provinciale prende atto della Sentenza del Consiglio di Stato, relativa al piano di prelievo del Capriolo della stagione venatoria 2008/09, ma conferma che la decisione si riferisce a un provvedimento ormai nei fatti e negli effetti superato.
Occorre però fare chiarezza in merito ad alcune affermazioni stravaganti apparse sugli organi di stampa.
In particolare, non vi è alcuno stop al piano di prelievo del capriolo, perchè l’atto al quale si riferisce la sentenza del Consiglio di Stato ha da tempo esaurito i propri effetti.
Da allora, tra l’altro, è mutato il quadro normativo: i periodi di caccia contro i quali era stato avanzato il ricorso sono stati fissati con legge dalla Regione Liguria.
Oggi i periodi di caccia ai quali la sentenza fa riferimento, con la legge regionale 31 del 6 agosto 2009, sono un obbligo di legge al quale le Province devono attenersi. È quindi assai scorretto affermare, come arbitrariamente Granara fa, che vi sia tuttora una deroga rispetto a quanto stabilito dalla legge.
Il Consiglio di Stato ha correttamente omesso di citare tale recente normativa, poichè la stessa è entrata in vigore successivamente agli atti oggetto di ricorso.

Gli atti successivi adottati dalla Provincia di Genova non sono stati oggetto di alcun ricorso e il piano di prelievo del Capriolo per la vigente stagione venatoria 2009/10 si concluderà come previsto nella massima correttezza di svolgimento.Granara, nel sostenere che l’obiettivo della legge è “tutelare l’ambiente e non favorire la caccia” scopre l’acqua calda. Lo scopo della normativa vigente è proprio quello di coniugare la salvaguardia della fauna selvatica con la corretta disciplina dell’esercizio venatorio: finalità alla quale la Provincia di Genova si è sempre attenuta con i propri atti, nel rispetto rigoroso della legge e dei principi scientifici di corretta gestione faunistica.
Non per nulla i più recenti atti dell’Assessore Briano, anche in materia di caccia di selezione, hanno ottenuto un vasto consenso non solo da parte del mondo venatorio, ma anche da quello agricolo ed ambientalista, proprio perchè frutto di scelte condivise e maturate all’insegna di un’analisi approfondita ed oggettiva, con la partecipazione e la collaborazione di tutte le componenti interessate.
Il “serio monitoraggio delle specie” e le “valutazioni scientifiche rigorose” sono alla base di tutte le azioni di gestione faunistico-venatoria della Provincia di Genova, mentre per Granara sono solo termini astratti da utilizzare, in modo strumentale e ciclostilabile, per mettere ostinatamente i bastoni tra le ruote al prelievo di selezione dei cervidi che è, ad oggi, la forma più scientificamente supportata, correttamente gestita e del tutto improntata al massimo rispetto della fauna selvatica.
Granara omette altresì di dichiarare che a settembre 2009 il TAR ha dichiarato improcedibili con un unico atto ben due ricorsi del Granara stesso sul prelievo selettivo, quindi quella di oggi è ancor più una “vittoria di Pirro”.
Spiace constatare che vengano utilizzate per infimi profili di propaganda personale pronunce di carattere strettamente tecnico.
L’Assessore Briano ribadisce pertanto che l’attività di prelievo selettivo proseguirà, nel pieno rispetto ed osservanza della normativa vigente statale e regionale, come del resto sempre avvenuto.