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Dal sempre ben informato socio Lucio Parodi riceviamo:

urcaLe principali norme che regolano la protezione della fauna e la caccia in Italia sono, semplificando:

1) Convenzioni di Berna (1979) e di Rio de Janeiro (1992)

2) Direttive europee Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE (sostituisce la 79/409/CEE)

3) Leggi 394/91 (Parchi), 157/92 (Fauna e caccia), 248/05 ( Art.11-quaterdecies, comma 5: Caccia di selezione e tempi per ungulati).

A seguito delle modifiche introdotte nella 157 dalla legge comunitaria 96/2010, art.42, l’ISPRA ha ritenuto di emanare la Guida per la stesura dei Calendari venatori con i relativi tempi di caccia. Conseguentemente il parere sulla proposta di Calendario venatorio per la stagione 2013/2014 della regione Liguria.

Ungulati: non ci sono problemi, tra l’altro sono in via di pubblicazione le nuove linee-guida per la gestione degli Ungulati di cui le Regioni hanno chiesto che siano esaminate e approvate dalla Conferenza Stato-Regioni per evitare che contrastino con le reali necessità sul campo.

Lepre: propone l’inizio della caccia al 1 ottobre e credo che dovremmo concordare così non ci saranno più leprotti ma lepri adulte.

Minilepre: propone l’esclusione dal calendario venatorio, motivandola e pur essendo una specie cacciabile, indicandone l’eradicazione con specifici programmi regionali e/o provinciali. Si potrebbe anche concordare ma in assenza di una modifica della 157 finisce come per la nutria e tutta l’Italia sarà invasa (vedi poi vicenda eradicazione scoiattolo grigio e forzature degli animalisti……….)

Volpe: durante il periodo di apertura della caccia e poi prelievo da appostamento con arma a canna rigata dotata di ottica di mira: i periodi concessi per il prelievo selettivo degli Ungulati, con esclusione del periodo 15 marzo – 31 agosto. Incredibile, evviva!!!!

Uccelli: e qui casca l’asino! Apertura indiscriminata per tutte le specie il 1 ottobre e chiusura anticipata rispetto al 31 gennaio. Ora se per alcune specie non migratrici (stanziale di cui poi si dovrebbe ragionare sulle politiche “pronta caccia” degli ATC e sulle modalità per ricostituire popolazioni stabili) se ne potrebbe certamente discutere ma in un progetto complessivo di miglioramento faunistico-ambientale, mentre per le specie migratorie non è accettabile.

La Direttiva Uccelli è stata completata dalla Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici” dell’anno 1994 e da un ricerca di un’apposito previsto Comitato denominato Ornis che ha portato al documento “Key concepts document – Periodi di riproduzione e di migrazione delle specie di uccelli elencati nell’allegato II” dell’anno 2001. Nel mio allegato sono riportati i tempi di fine migrazione e fine dipendenza, per l’Italia, delle 80 specie cacciabili in Europa di cui 46 in Italia, se tutte fossero ammesse dalla nostra legge ma così non è.

Ora l’ISPRA, ex INFS, ha un ruolo tecnico e non certo politico e non è ammissibile che non si adegui ai limiti temporali del “Key concepts document”  e ne modifichi unilateralmente le date indicate per l’Italia. Certo che è ammesso che tutti gli Stati possano adottare periodi più restrittivi ma questa è una decisione politica che solo Governo e Parlamento possono prendere modificando l’art.18 della legge 157!

L’art.7. della 157 afferma che l’INFS è un organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province e il comma 3 indica tra i compiti “…….., di esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato, dalle regioni e dalle province autonome.” non certo di sostituirsi allo Stato e alle Regioni modificandone le leggi e le norme emanate!!!!!!! Peraltro i pareri espressi possono essere disattesi ma esprimendo le pertinenti motivazioni e ottimo lavoro stanno facendo la FIdC e l’ANUU.

Ricordando l’allegato O.d.G della Conferenza delle Regioni è oltremodo necessaria un’azione rivolta verso i Presidenti e gli Assessori competenti delle Regioni e delle Province autonome affinché riprendano l’argomento con il nuovo governo chiarendo il ruolo dell’ISPRA così come previsto dalla vigente legge. Non è possibile che l’esercizio venatorio, che per gli ungulati è un servizio e bene lo sanno gli agricoltori, sia sospeso, rinviato e poi regolato dalle sentenze dei TAR che nulla hanno di scientifico.

Chi può si dia da fare.