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Beccacce che Passione 5 2020 vi aspetta in edicola

Beccacce che Passione 5 2020 vi aspetta in edicola

 

0A settembre finalmente (e quest’anno finalmente lo possiamo dire davvero a voce alta) ricomincia la scuola e tra i banchi si parlerà anche di fauna e ambiente grazie all’iniziativa messa a punto dal Coordinamento nazionale cacciatrici Federcaccia, presentata nell’editoriale a firma di Viviana Bertocchi di questo nuovo numero di Beccacce che Passione, in edicola dal 5 settembre.

E a settembre ci attende anche l’apertura della prossima stagione venatoria, momento che per un vero cacciatore rappresenta – come scrive Francesco Materasso – il ritorno nella propria dimensione, quella della natura e della naturalità e che vedrà, come sempre, i nostri cani protagonisti. Di cinofilia venatoria scrive dunque Lorenzo Trussardi andando, forse, controcorrente. Perché l’autore nutre forti dubbi sul fatto che il grande cane da prove sia necessariamente un altrettanto grande cane da caccia. Questa fortunata e rara combinazione avviene solo in casi e con cani particolari. Molto più frequentemente Trussardi ha constatato come la preparazione agonistica nasconda o minimizzi difetti o vere e proprie tare che, a caccia, renderebbero il cane inutilizzabile. Davvero interessante per i cacciatori cinofili, quali sono i beccacciai, è anche l’articolo della dottoressa veterinaria Rossella Di Palma su come raggiungere e mantenere la forma fisica nel cane sportivo, scritto a quattro mani con la dottoressa Chiara Adorini, medico veterinario agopuntore, specializzata in medicina sportiva e riabilitativa e vicepresidente della Società di fisiatria e riabilitazione veterinaria italiana.

Ma è la beccaccia la protagonista assoluta di questo nuovo numero, selvatico affascinante che alimenta curiosità e leggende; come quella della mitica beccaccia bianca, una sorta di Moby Dick con le ali. Paolo Pennacchini, presidente Fanbpo e Ubi – Unione per la beccaccia Italia, spiega che, in realtà, in natura non esiste una beccaccia bianca da inseguire per i boschi del Paleartico, una sorta di Graal in grado di conferire a chi la cattura forza e magia. Si possono però incontrare alcune beccacce con assenza di pigmento, parziale o totale. Tra scienza e mito, ecco nell’articolo alcune informazioni che non possono mancare nel bagaglio di conoscenze del cacciatore di beccacce. Perché la caccia, scrive Antonino Raso, se vissuta come orizzonte di crescita individuale, non può prescindere da un profondo cambiamento anzitutto culturale. E che richiama alla complessità come fine e non come semplice passaggio: perché essere beccacciai implica un rimescolamento identitario, come individuo e come cacciatore. Dal sud della nostra Penisola Nino Randazzo ci apre poi le pagine del suo diario di caccia, raccontandoci come ha vissuto la passata stagione; un annus horribilis per molte cose e su cui è opportuno soffermarsi a fare alcune riflessioni in attesa di scoprire che cosa ci riserverà l’imminente futuro.

Di caccia cacciata scrive invece Giorgio Lugaresi. La lettura delle emanazioni del selvatico sul terreno è importantissima. Se un cane porta il cacciatore sulle fatte di una beccaccia, questo può capire, o perlomeno cercare di capire, quanto tempo è passato da quando la regina ha lasciato il suo inconfondibile segno. E la corretta interpretazione dei segni di caccia contribuisce senza meno a condizionare l’esito di un’azione venatoria.

A ruota Marco Tuti, tecnico della Commissione scientifica di Ubi e Fanbpo, presenta i risultati del monitoraggio della beccaccia col cane da ferma in Italia nel periodo successivo alla chiusura della passata stagione di caccia e, come di consueto, di gestione della specie informa il professor Silvio Spanò. Se il riscaldamento climatico causa un ritardo della migrazione autunnale della beccaccia, allo stesso modo dovrebbe causare un anticipo delle partenze in primavera. Alcuni dati sembrano invece restituire una realtà differente. Su Beccacce che Passione 5 2020 le sue riflessioni sul tema, condotte sulla base di altre informazioni disponibili, raccolte in Russia, Estonia, Francia, Spagna e Grecia.

Si passa poi alla tecnica e alle attrezzature per la caccia alla beccaccia. È la corretta impostazione del calcio che aiuta a raggiungere con facilità il bersaglio, spiega Giuseppe Cerullo, che prosegue nell’analisi di piega, vantaggio e angolazione necessari per una perfetta centratura sulla linea di mira, oltre a proporre anche un assetto di ricarica in calibro 12, messo a punto con la B&P MBx36 per la caccia alla regina del bosco. Simone Bertini ha invece messo alla prova il nuovo Benelli 828 U calibro 20 e, insieme a Paolo Guerrucci e Alessandro Iacolina, la NSI Speed Dispersante calibro 12 con piombo misto 10-12.

Completano Beccacce che Passione 5 2020, immancabilmente, le vostre lettere e le vostre foto, lo sguardo sul cuore dei nostri cani di Felice Modica, le ricette di Andrea Dario Manzi Fé, i consigli della dottoressa Federica Pesce per mantenere in forma e in salute i nostri cani, pagine di caccia scritta, news, notizie di attualità e presentazioni di prodotti dedicati alla caccia alla beccaccia.